Sanità, tra luci e ombre qualcosa sta cambiando

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Sanità, tra luci e ombre qualcosa sta cambiando

a un lato un sistema che è sempre più in difficoltà, dall’altro la speranza di poter cambiare le cose. O meglio Speranza, il ministro, che sta lavorando alacremente per lasciare il segno in una sanità che (seppur tra luci e ombre) è ancora una delle migliori al mondo. I dati ad oggi sono critici, soprattutto nel settore dell’emergenza-urgenza. «Il sistema dei pronto soccorso e del 118 sta attraversando una condizione di estrema criticità, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute. L’emergenza-urgenza è uno degli anelli fondamentali del Servizio sanitario nazionale, l’assistenza deve essere garantita in maniera unitaria», dice Fabiola Fini, presidente della Federazione italiana di medicina di emergenza urgenza e delle Catastrofi. L’allarme sulla gravità della situazione lanciato da tempo dai medici di pronto soccorso e 118 – dicono gli addetti ai lavori – è stato a lungo sottovalutato. «Non si è capito che il cittadino che ha un’emergenza sanitaria non ha scelta», dice Anna Maria Ferrari di Fnomceo. E la risposta alla richiesta di salute deve esserci ed essere uniforme.

 

FORMAZIONE

Uno dei temi sui quali ancora oggi si discute molto è la formazione. A tutt’oggi il numero di borse di studio per la specializzazione non è sufficiente, nonostante nel 2019 vi sia stato un significativo aumento, da 80 a 475 posti. Mancano 2.000 medici di pronto soccorso e 118. Con l’incremento previsto la situazione dovrebbe normalizzarsi tra 5 anni ma intanto come tamponare? «Il problema è adesso, bisogna trovare una soluzione ponte», dice Lorenzo Ghiadoni, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina di emergenza-urgenza di Pisa. Una soluzione che l’Ares Lazio individua nella sanatoria per i cosiddetti camici grigi, tutti quei medici che in questi anni non hanno avuto accesso alle borse di studio ma che hanno lavorato e fatto i “tappabuchi”. Una possibilità accolta anche dalla Fnomceo: «L’Ordine deve riprendere in mano la questione dei medici finiti nell’imbuto formativo, la sanatoria va fatta», afferma Anna Maria Calcagni, consigliere Fnomceo. I tavoli di lavoro istituiti oggi produrranno un documento finale di proposte che sarà presentato agli Stati Generali a Firenze il 5 e 6 marzo, e che sarà sottoposto al ministro della Salute Roberto Speranza.

 

PRECARI

Intanto, proprio di queste ore la notizia di una proroga delle norme per la stabilizzazione dei precari del Servizio sanitario nazionale, medici, infermieri e tecnici, fino al 2022. E lo scorrimento delle graduatorie in sanità per l’assunzione anche di idonei non vincitori. Queste misure sono state adottare per coprire le carenze di organico nella sanità proposte nel pacchetto di emendamenti alla manovra che i relatori hanno depositato in commissione Bilancio al Senato. Per superare il precariato si include anche chi ha maturato i 3 anni di anzianità fino al 30 giugno del 2019. «Battersi contro la precarietà del lavoro è sempre giusto. Lo è ancora di più se si parla di persone che ogni giorno si prendono cura di noi». Lo scrive su Facebook il Ministro della Salute, Roberto Speranza. «Su mia proposta – prosegue il ministro – è stato appena depositato un emendamento che, estendendo i termini della legge Madia per il comparto sanità, consentirà a moltissimi lavoratori di uscire finalmente dalla precarietà. È una scelta giusta che migliorerà la qualità delle loro vite e renderà il Servizio Sanitario Nazionale più forte, a vantaggio di tutti noi», aggiunge Speranza.

 

Fonte: https://prevenzione-salute.it

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