Medicina di Genere, approvato primo Piano Nazionale

Cost of Illness of Advanced Cutaneous Squamous Cell Carcinoma (CSCC) in Italy
May 29, 2019

Medicina di Genere, approvato primo Piano Nazionale

Il Piano per la diffusione della Medicina di Genere in Italia è stato formalmente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018, il Piano introduce una nuova visione in tutte le specialità medicheper garantire cure a misura di uomini e donne, rafforzando il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”.

Il Piano di Medicina di Genere 

Per la prima volta nel nostro Paese viene inserito il concetto di “genere” nella medicina, per garantire in modo omogeneo sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. C’è una grande tendenza verso la Medicina personalizzata, è quindi indispensabile tenere conto delle differenze tra uomini e donne nella prevenzionediagnosi e cura delle malattie.

Il Piano è nato dall’impegno congiunto del Ministero della Salute e del Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di un Tavolo tecnico-scientifico di esperti regionali in Medicina di Genere e dei referenti per la Medicina di Genere della rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nonché di AIFA e AGENAS. A livello nazionale e internazionale, il Piano, indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle quattro aree d’intervento previste dalla legge, i) Percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ii) Ricerca e innovazione, iii) Formazione, e iv) Comunicazione.

L’art.3 della legge 3/2018 prevede inoltre la costituzione presso l’Istituto Superiore di Sanità di un Osservatoriodedicato alla Medicina di Genere con il compito di assicurare l’avvio, il mantenimento nel tempo e il monitoraggio delle azioni previste dal Piano, fornendo al Ministro della Salute i dati da presentare annualmente alle Camere. L’ISS è stato individuato quale ente vigilato titolare dell’Osservatorio e garante dell’attendibilità e appropriatezza dei dati rilevati, con il coinvolgimento degli altri enti vigilati (AIFA, AGENAS, IRCCS) e con la consultazione della Commissione dei rappresentanti regionali.

Il Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità avrà, quindi, un ruolo cruciale di promozione e coordinamento delle attività, al fine di di coinvolgere tutte le Regioni italiane in modo da assicurare la centralità della persona in egual misura su tutto il territorio nazionale. Il Centro, già impegnato direttamente nella promozione della ricerca sui meccanismi fisiopatologici responsabili delle differenze di genere e sugli effetti dello stile di vita e dell’ambiente sulla salute dell’uomo e della donna, si occuperà di formare e aggiornare gli operatori sanitari e di promuovere campagne di comunicazione e informazione rivolte ai cittadini per una corretta ed omogenea applicazione di un approccio genere-specifico. Questo Piano rappresenterà un obiettivo strategico per la Sanità che, attraverso una medicina più aderente alle necessità di ciascuno, potrà essere più efficace ed economica.

Fonte: https://prevenzione-salute.it/

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